Quando eravamo circa a metà dei lavori per la costruzione del PEXTA,
ci siamo ragionevolmente accorte (Andre per prima), di non aver fornito alcuna
argomentazione logica per cui la coppia Philia
& Xelloss dovesse nascere e, si spera,
vivere. In effetti, suppongo che ciò che ci abbia mosse in principio sia stato
una bruciante curiosità, un’emozione nata forse nel vedere
Philia trasformarsi
in drago sotto gli occhi di tutti a causa di Xel, forse quando quest’ultimo la
stringe a sé e la salva da quella frana. Oppure… oppure leggendo lo sguardo
d’intesa, lo sguardo d’intesa che precede un omicidio e la salvezza del mondo,
quello sguardo così colmo di significati…
Ma bando ai sentimenti, s’è parlato di motivazioni logiche, e così si procederà:
per freddi ragionamenti. Ogni volta da diversi punti di vista…
Beh, guardiamola dal lato razionale: questa cara ragazza è cresciuta in bel
mondo dorato, credendo ciecamente nella purezza e saggezza della propria razza e
– com’è ovvio – disprezzando senza riserve le forze del male, che crede creature
primitive, selvagge e crudeli. Ne passa poi delle cotte e delle crude, a
cominciare dalla costrizione a viaggiare a stretto contatto con Xelloss, alle
sue prese in giro, ai suoi tentativi di risvegliare la forza selvaggia che è in
lei; perché proprio questo è Philia, uno strano mix dal precario equilibrio,
formato dal millenario istinto di drago e da regole tutte umane, regole di buona
creanza (non dimentichiamoci le sue passioni da perfetta lady britannica, come
il the o le ceramiche rare) che impediscono al suo lato ‘animale’ di avere il
sopravvento. I buoni, vecchi Es, Io e Super-io freudiani, che Xelloss, con la
sua sottile mente, intravede subito, comprendendo che lei non potrà mai liberare
la propria forza interiore, se non in accessi d’ira in cui le regole di bon-ton
finalmente vengono meno.
Episodio 5
Credo sia per questo che, nella puntata del famoso Dra-dra, lui combina tutto
quel macello, portandole disperazione, umiliazione e, vedendo che ciò non è
sufficiente, infine rabbia. Il mazoku ha intuito sin dal primo momento la sua
reale forza, e, con non poco divertimento, le provoca guai a non finire… fino a
farla trasformare in drago e, a quel punto, continuare l’esperimento facendosi
inseguire e valutandone le capacità. Questo giustifica la sua battuta finale,
quando viene accusato di essere stato a conoscenza del fatto che i draghi non
erano ben visti nella città del Dra-dra. La sua difesa è costituita dal fatto
che voleva conoscere le effettive capacità del drago, risposta che provoca una
nuova trasformazione di Philia (chissà se voluta o meno…?), la quale,
insensibile ai suoi complimenti, tenta di farlo fuori, forse fornendogli più
materiale di studio di quanto lui avesse desiderato…
Episodio 11, quello con la montagna a forma di… cono gelato (see, ma gli autori
Mediaset ci hanno perso per degli idioti totali?), alla cui base vi è un piccolo
diverbio per gli accoppiamenti che il ‘Dio della Montagna’ ha disposto.
Sorvoliamo i raccapriccianti incroci Lina-Zel e Ameria-Gourry, soffermandoci
ovviamente su Philia e Xelloss, i quali, oltre a sembrare l’unica coppia
sensata, sono decisamente i più offesi. Solito diverbio, rischio di botte,
Xelloss se ne va infuriato, Philia prende un the e singhiozza disperata; normale
routine, insomma. Ma se andiamo più a fondo… beh, se andiamo più a fondo notiamo
immediatamente l’iniziale imbarazzo (imbarazzo, NON rabbia) che li coglie;
esclamano un’obiezione in perfetta sintonia, e ciò li ingarbuglia ancora di più.
Sono come due bambini, che fingono di non sopportarsi, e hanno quasi paura nel
vedere qualcosa che li fa essere uniti e simili. Non so cosa ne possiate pensare
voi, ma per me questi elementi possono dimostrare, se non folle passione,
un’iniziale attrazione. Ma continuiamo a studiare la scena: quando Xelloss se ne
va, Philia non s’infuria, ma CI RIMANE MALE! Solleva la tazzina del the con una
mano tremante che ci fa subito pensare ad un violento eccesso di rabbia, ma,
dopo una battuta di Lina che non ricordo, Philia si gira, mostrandoci le
lacrimucce che ha agli angoli degli occhi, urlando che non è certo colpa sua se
lui l’ha lasciata sola; è delusa dal fatto che Xelloss l’abbia abbandonata. C’è
chi mi ha fatto notare una battuta di Lina, ovvero: ‘Dai, che siete una bella
coppia!’, ma io ritengo sia da prendere con le dovute cautele: considerato il
carattere della maga, pur di spicciarsi nel finire un incarico consiglierebbe al
Dabranidugudu l’acquisto di un cappellino a fiori… dunque le sue parole sono
solo un tentativo di velocizzare le cose… forse.
Episodio 13
E arriviamo alla mia puntata preferita, ovvero dove Xelloss SALVA LA VITA a
Philia! E’ una faccenduola da un paio di secondi, ma so che ha tenuti incollati
allo schermo fan e non della coppia! Precisiamo subito, immediatamente e senza
remore che il fatto che Xelloss lanci poi Philia addosso a Valgarv, tentando di
usarla come arma, sia solo un modo per mascherare ciò che ha fatto, ovvero un
salvataggio del tutto disinteressato (o almeno credo, a meno che il caro mozoku
non fosse l’unico del gruppo ad aver già capito il vero significato della
profezia, comprendendo l’indispensabilità del drago), del quale ha anche una
discreta paura, mi sembra, come si può notare nel sorrisetto che ha tenendola in
braccio, sardonico come al solito, ma un poco tirato. Sì, forse sto un po’
viaggiando con la fantasia… ma fatemi un piacere, riguardatevi quella scena… e
notate anche come lui tenga la testa inclinata, quasi per controllare che la
fanciulla non abbia niente di rotto…
Inoltre, Philia sta circa mezza puntata a guardare Valgarv che le prende di
santa ragione da Xelloss e, a parte un’espressione un po’ sconvolta, non dice e
non fa nulla. Ma quando il ferito è il demone? Un urlo, ‘Xelloss! No!’, esplode,
mentre lei si precipita da lui; e non per istinto di creatura caritatevole,
perché questo sarebbe già dovuto emergere con Valgarv, che in fondo è un suo
simile (anche se qua ho i miei sacrosanti timori che Philia fosse spaventata
dalla presenza di Valgy e, lo vedeva come un demone che incombeva sulla gloriosa
storia della sua razza, e cose del genere). Philia si inginocchia su Xel, guarda
un poco spaventata la ferita, se non sbaglio sgrida anche contro Valgarv
(poverino, prima le botte e poi la ramanzina per eccesso di legittima difesa), e
sembra quasi voler difendere il mazoku. Meno male che non ha nemmeno da
provarci, dato che irrompono gli altri Slayers, e, all’ordine di Lina di portare
Xelloss via da lì, lei se lo abbraccia tutto! Lui mormora che non avrebbe mai
immaginato in un suo aiuto, affermazione traducibile con ‘Non pensavo tenessi
tanto a me da aiutarmi in un momento di difficoltà’ o ‘Non pensavo di ridurmi a
un livello tale che anche una debole come te si è rivelata utile’. A voi l’ardua
sentenza!
Beh, questa è stata un’analisi vista dalla parte dei sentimenti di Philia. Ho
cercato di essere il più obiettiva possibile, e se certe volte il mio essere di
parte è prevalso, vi prego di perdonarmi.
Il carattere di questo personaggio è… beh… dire che è inestricabile è riduttivo.
Presumo che nemmeno Zelas sia in grado
di comprenderlo appieno. Certo, sappiamo che sua priorità è sempre portare a
termine la missione, e poco importa chi o cosa lo separi dall’obiettivo, il
nostro demonuccio ha già dimostrato più volte di avere ben pochi scrupoli.
Eppure, in presenza di Philia, prese in giro e botte a parte, Xelloss dimostra
una delicatezza inedita, difficilmente osservabile da un occhio disattento. Lui
ha compreso la natura delicata della creatura, e spesso non riesce ad essere con
lei diretto e privo di scrupoli come sa essere, tanto per fare un nome, con
Lina. Sembra quasi che Philia risvegli un lato più gentile, più soft del
carattere di Xelloss, sempre che un tale lato in lui esista (e noi supponiamo di
sì, altrimenti perché sprecare spazio web per questo sito?)
Ad esempio, la puntata nel tempio tra i ghiacci:
Guardate con quanta delicatezza appare alle sue spalle, come le sussurra in un
orecchio, invitandola a guardare in quell’oscurità che ha sempre rinnegato; il
suo volto è nell’ombra, la sua espressione fa scivolare cubetti di ghiaccio giù
per la schiena, ma siamo sinceri: non è il solito mazoku pronto ad uccidere; nei
suoi occhi non c’è la normale determinazione e distruttività. In quella puntata
Lina si becca una bella botta in testa, e Philia? E’ lasciata sola con i suoi
spettri, quasi fosse stato lui a spingerla verso di loro.
Xelloss ha uno stranissimo rapporto con Philia, è al tempo stesso divertito e
incuriosito da quella creatura (forse uno dei pochi draghi con cui comunica
invece che combattere), all’apparenza così dolce ma spesso e volentieri più
distruttiva di lui. Il mazoku è il primo dei due ad accorgersi della
particolarità del loro rapporto, e il primo a capire che non potranno mai avere
un reale punto d’incontro se entrambi non abbandonano gli ideali delle proprie
fazioni, trasferendosi in una zona in un certo qual modo più ‘neutra’… ed è ciò
che accade, con un demone che salva un Drago Dorato e quest’ultimo che diventa
assassino di Valgarv (certo, poi il furbacchione rinasce, ma quando l’ha colpito
Philia immaginava questo? Non credo proprio). Nella puntata finale, quando
finalmente lei decide di invocare Oceano, c’è quel bellissimo sguardo d’intesa,
un sorriso, e poi la battaglia. Xelloss è l’ultima creatura con cui Philia parla
prima di diventare un’assassina; può sembrare una cosa poco importante, ma non
lo è: prima di compiere quel gesto, quel gesto che sa che la porterà all’eterna
dannazione, lei apprezza le parole che lui le rivolge e il suo sguardo
d’incoraggiamento. E’ la Luce che incontra la Tenebra. Credo che unire i loro
poteri abbia infine suggellato la loro specialissima relazione (teoria
ispiratrice anche delle mie fanfiction), creando una creatura nuova, un ibrido
tra bene e male, uno strano mix così indefinito che nessuna delle due fazioni
sarà in grado di comprendere; eppure sembra semplicemente la descrizione di un
essere umano.
Ci sarebbero molte altre cose da dirmi, ma mi ripeterei, dato che le ho già
esposte nella parte riguardante Philia, che spero abbiate letto, essendo prima
di questa.