CUORE DI TENEBRA

piccola introduzione a questa fanfic (non per annoiarvi!):
1) E' realizzata pensando ad un preciso episodio di The Slayers (a voi indovinare quale... tranquilli, è facile!), ma, essendo una cosa eseguita a memoria, non posso assicurare la precisione dei dialoghi. Prendetela come licenza poetica, se vi va.
2) Il titolo è preso in prestito dal famoso romanzo di Conrad ed è, come alcuni sapranno, allegoria dell'esplorazione delle ombre dell'animo umano. E' questo che mi ha ispirata.
3) Sono anni che penso e ripenso di realizzarla. Ora l'ho fatto ma, ovviamente, non è venuta neanche lontanamente vicino a come me l'aspettavo! Siate caritatevoli!
Ok, e ora... buona lettura!!!

Vale

VALGARV

Sono dilaniato. Il mio corpo, la mia anima e la mia mente sono dilaniate. Alzo la testa e urlo.

La voce si perde nelle viscere della terra. La grotta in cui ho trovato rifugio è fredda, umida, vuota. Nessuno può sentirmi.

Nessuno può aiutarmi.

Sono un Drago Ancestrale. L'ultimo della mia razza. Eravamo con le forze del bene, un tempo. O almeno credo. La storia della mia famiglia non mi è molto chiara. Io non ho conosciuto la mia famiglia. E' stata sterminata dal popolo dei Dragi Dorati, i più Alti, Magnifici e Sapienti delle Creature delle Forze della Bene, e tanti inchini a tutti.

Garv il Demone Drago mi ha salvato. Mi ha capito. Mi ha anche amato, chissà. Garv è morto, tradito dai suoi simili. Perché era 'troppo umano'.

Urlo di nuovo.

Forze del Bene! Forze del Male! Nella vostra interminabile ed inutile lotta avete distrutto ogni cosa e ogni essere che mi era accanto!

E ora la lotta è dentro di me. Mi ucciderà.

Ho unito il mio corpo ai poteri di Garv. Sono il suo ultimo discepolo, avevo il diritto di farlo! Ma non si è rivelata una grande idea. Sono nato come creatura del bene: il mio fisico si ribella alla presenza del potere demoniaco. Tenta di cacciarlo, o almeno isolarlo.

E ci riesce. Lo sta isolando nel mio braccio. Lo avverto gonfio, pulsante, come un tumore. Non posso muoverlo, ha dentro di sè troppo potere. Forse non lo muoverò mai più. Forse non uscirò mai più da qui.

Quanto ci metterò a morire? Non voglio. Non posso. Non permetterò a queste due fazioni maledette di distruggere anche me! Mi fate RIDERE! Cercate di trovare un accordo, cercate di convivere... io non ho alcuna intenzione di morire!

Prima dovranno pagare tutti.

Anche gli esseri umani! Quella strega, quella Lina! Ha ucciso il mio maestro. Ma non ha certo fatto tutto da sola: lei è come tutti gli altri della sua razza. E' una stupida che non si accorge di essere manipolata.

Provo pietà per gli umani. Non hanno ancora capito di essere solo pedine? Non hanno ancora capito che le loro vite sono brevi ed inutili? Sono degli schiavi. Ma non per molto: io li libererò dalla sofferenza, dalla paura, dalla luce e dalle tenebre. Dovrebbero ringraziarmi.

Non avranno il tempo di farlo.

La nuova fitta di dolore è più forte delle precedenti. Sento qualcosa che si agita sotto le mie scapole. Cos'altro mi sta accadendo? E' come se avessi del fuoco sottopelle!

Urlo. Urlo. URLO!

Due enormi ali nere esplodono dalla mia schiena! Il braccio infetto ha una contrazione, la mia mente si divide. E' un dolore che va al di là della morte!

Ho un attimo di confusione, di amnesia. Chi sono? Ho perduto la mia identità?

Ma no. Oh, no. Ho semplicemente trovato un equilibrio. Il mio equilibrio. Le due fazioni sono in pace. Quasi. Sono stato sdoppiato, dal corpo all'anima, eppure sono ancora intero. Mi guardo attorno, lucido dopo troppi giorni di dolore. La lotta non mi ha annientato. Ora sono più forte.

Ora posso chiamare la Stella Nera. La Purificatrice.

Provo a muovere il braccio. Ancora niente. Forse sono in fase di assestamento. Devo attendere ancora qualche minuto; ormai il peggio è passato...

"Ciao, Valgarv. Vedo che la tua natura di drago ti sta dando qualche problema!"

Mi volto di scatto, all'erta. E' Xelloss, quel maledetto mazoku! Si deve essere avvicinato mentre ero in preda alle sofferenze. Mi guarda divertito, già, forse è convinto che io sia debole.... Quando capirà di sbagliarsi, sarà troppo tardi!

E c'è qualcos'altro nella sua espressione. Ribrezzo. Lo maschera bene, ma non abbastanza. Prova ribrezzo nel guardarmi. Prova ribrezzo nel vedre un corpo diviso da energie del bene e energie del male. La cosa lo spaventa!

La cosa mi diverte.

"Che cosa vuoi?" domando, non perché m'interessi, ma semplicemente per guadagnare gli utlimi istanti che mi servono. Il braccio sta iniziando a reagire ai miei comandi. Il mazoku non ha alcuna speranza.

Vuole dare prova di grande oratoria, il demone. Promette di parlarmi senza peli sulla lingua, come no!

"Unisciti ai demoni."

Un tempo l'avrei fatto. Avrei seguito Garv nelle schiere del male, senza troppi ripensamenti. Ma allora odiavo solo le forze del bene.

"Tu vuoi chiamare qui quel peperino della Stella Nera, e questo può andarci bene, a certe condizioni..."

Sì, a certe condizioni: distruggere il mondo e diventare i dominatori del caos. Miei cari mazoku, ancora non avete capito che io voglio ANCHE la vostra distruzione? Mi fate schifo, tutti quanti...

"In cambio, ti offro l'odiata Lina su di un piatto d'argento!"

Come se questo m'importasse! Come se quella strega fosse la causa di tutto! E' solo uno dei fattori scatenanti, idiota d'un mazoku, e cerchiamo di non dimenticare che il piano per la distruzione di Garv è partito da un tuo superiore!

Lo guardo, divertito. La parte demoniaca della mia mente, quella che un tempo fu parte di Garv, ribolle dentro di me, spingendo il mio deforme arto ad afferrare la lancia di luce. Mi sto preparando a combattere...

"Dovresti vergognarti Xelloss!"

Ad avanzare è una ragazza. Alta e bionda, con taglienti occhi azzurri. E'... è... la mia mente, divisa, fatica a ricongiungere i ricordi. Ma non mi ci vuole troppo per rammentare chi sia: Philia, il drago dorato.

Un demone ed un drago dorato nella stessa stanza? Tutti e due per me? Ah, saranno convinti di potermi uccidere unendo i loro poteri! Idioti! Io sono più forte, perché IO ho riunito i poteri del bene e del male in un SOLO corpo! Stringo più forte la lancia, le mie ali fremono appena. Il demone e il drago dentro di me sono finalmente d'accordo: non sarà solo la Stella Nera a compiere la mia vendetta. Anch'io farò qualcosa. Non hanno scampo.

Eppure non mi attaccano; anzi, lei lo aggredisce, invitandolo a vergognarsi della sua proposta. Sì, la solita creatura del bene ipocrita, tutta oddio-ma-questo-è-MORALMENTE-sbagliato, e poi, AH! E poi pronta a colpirti alle spalle.

Finito il sermone, si volta verso di me.

Mi guarda.

Ha occhi così limpidi, così sinceri, così puri. Leggo chiaramente l'emoziono che l'attraversa.

Pietà.

Rimango immobile, sbalordito. Nessuno ha mai provato pietà per me. Nemmeno Garv.

Mi guarda come se fossi un cucciolo abbandonato e ferito. Mi guarda come se fossi un fiore calpestato. Mi guarda come se fossi un bambino violentato. Mi guarda come se capisse tutto.

"Valgarv", dice, e SO che non finge, lo so e basta. "Valgarv, non puoi accettare un simile accordo con lui! In fondo, tu sei un drago perduto, una creatura della luce!"

Il mio respiro si ferma. E' così sincera! Così ingenua. Credo... sono sicuro che lei non sa, che non sappia niente del passato mio e della mia razza. Non sa ma capisce! Mi capisce.

Nella semiluce della grotta, i suoi occhi imploranti sono la cosa che brilla di più. Se tutte le creature del bene fossero come lei... se fossero solo angeli comprensivi, cui non importa altro che di capire ed aiutare il prossimo... allora sarei orgoglioso di essere uno di loro.

Ma so che non è così. So che questa creatura è solo un caso raro; ma lei non merita di morire.

I miei propositi vacillano. La stretta sulla lancia di luce si allenta. Non posso distruggere un mondo di cui fa parte LEI. E' troppo bella, preziosa, perfetta. Non è qui per combattermi assieme al demone, ma solo per farmi ritrovare la ragione... Philia... forse potrebbe anche allearsi con me contro Xelloss, se lo chiedessi.

"Philia, sbaglio, o stai cercando di portarlo dalla tua parte?" la voce di quell'odioso mazoku mi disturba.

"Beh, che ci sarebbe di male?" ribatte lei. E' una domanda che interessa anche me. Alzo la testa, la guardo.

"Allora sprechi il tuo tempo. Vedi, Valgarv è un drago perduto la cui razza, come tutti sanno, fu sterminata proprio dai draghi dorati!" il tono leggero con cui ne parla mi irrita. Ma è un demone, cos'altro posso aspettarmi da lui?

E' Philia a ferirmi.

E' il passaggio del suo sguardo dalla pietà all'orrore più assoluto a riesumare tutta la mia rabbia.

Mi fissa come se fossi un mostro, il suo peggiore incubo. Mi guarda come se l'assassino fossi io.

"No." scuote il capo. "No, non è vero."

La creatura che, per mia stupidità!, era sembrata un angelo continua a scuotere il capo, ignorando la realtà che le è appena apparsa davanti agli occhi. Forze del bene! Negare: ecco la vostra ipocrisia! Avete sterminato il mio popolo, rilegandone il ricordo in un tempio isolato tra i ghiacci, e siete così bravi a negare da esservi dimenticati la verità!

Per te è facile provare pietà, drago! Molto facile, sì, soprattutto quando sei (auto)convinta di non essere responsabile! Ora, invece, non sai fare altro che nasconderti, provando orrore nei miei confronti. SEI COME TUTTI GLI ALTRI!

Mazoku, è tutta colpa tua! Hai letto un ripensamento nei miei occhi? E' per questo che ti sei affrettato a rivelarmi la vera natura di questa maledetta? O eri geloso, mazoku? Geloso che la tua alleata mi guardasse in quel modo?

L'idea di un demone geloso di un drago confonde entrambe le mie menti. E' una cosa al di fuori delle loro concezioni. Ma è questione di un attimo.

E' tempo di combattere. (evvai, come in Yu-Gi-HO!, ndVale)

"Hai un bel coraggio a parlare così, Xelloss!" urlo. "Quando sono stati proprio i demoni a tradire Garv!"

"E' vero, non posso negarlo!" fa spallucce.

Non so cosa mi faccia più rabbia, se l'orrore ancora dipinto sul volto di Philia o l'indifferenza di questo idiota. Ma non importa cosa mi ferisca di più. Li eliminerò entrambi.

Ma è solo il demone ad attaccarmi. Non sono ancora molto pratico a muovere il mio nuovo corpo, ed il mazoku non aspettava che questo. Sfrutta le pieghe dimensionali per attaccarmi alle spalle, in mille punti diversi. Vigliacco!

Devo prendere confidenza con il nuovo me stesso, devo farlo in fretta, se voglio sopravvivere.

Cado a terra. No! Non posso perdere! Garv, ti prego...

Philia ci guarda, preoccupata. Chissà, forse non sa nemmeno lei per chi tifare. Forse per me...

Il mio braccio deforme agisce di sua volontà, creando una sfera energetica. E' davvero molto potente. La sento sfrigolare tra le mie dita. E' tutta per te Xelloss, viene a prenderla...

Ma è lui a prendere me, bloccandomi con quel suo maledetto bastone! Lo schiaccia con violenza nel mio braccio, ed il dolore esplode di nuovo nella mia mente! Smettila, colpisci tutto quello che vuoi, ma non questo tumore!

Ho una contrazione, l'energia della sfera sfugge, incontrollabile. Colpisce le pareti della grotta.

Distinguo a malapena la sagoma di Philia, con un enorme roccia che le crolla addosso. La pressione sul mio braccio sparisce, vedo Xelloss apparirle accanto e stringerla.

Hai vinto, demone? Hai ottenuto ciò che volevi? E' tutta tua adesso, poco ma sicuro. Io l'ho quasi uccisa, tu l'hai eroicamente salvata! E' tutta tua, tienitela stretta... perché io troverò il modo di strappartela.

La lascia cadere addosso a me. E' solo grazie alla rabbia ed al disprezzo che evito questo contatto con lei.

"Bravo Valgarv", si complimenta lui, "e io che pensavo di coglierti di sospresa!"

Lo vedo di nuovo sparire dietro quelle sue maledette pieghe dimensionali, e adesso basta, è troppo! Alzo la lancia, invoco i poteri dell'ombra, e COLPISCO!

Intravedo uno scorcio di dimensione demoniaca, dal quale esce, ferito.

Ti è piaciuto? Ti sei divertito? Questo non è che l'inizio!

Lo afferro, lo sbatto contro la parete. Cade a terra.

Lei corre da lui. Invoca il suo nome. Esamina la sua ferita.

Sporca creatura, ora preferisci correre in soccorso da un demone, vero? Preferisci rivolgere a lui la tua pietà? Sì, con lui non ti senti colpevole. Con lui non devi mentire a te stessa...

Si mette tra me e il demone. Ha fatto la sua scelta.

L'ultima creatura per la quale non ho provato disprezzo immediato è contro di me.

Questo mondo DEVE essere purificato.


XELLOSS

Profumo di rose. Questa ragazza fa un uso spropositato di profumo alle rose. Inspiro profondamente. Invade i miei sensi, creando un sottile ma indistruttibile contatto con la realtà, cui mi aggrappo disperatamente.

Io sono Xelloss Metallium. Un mazoku. Molto potente. Sono pochi coloro che possono sperare di sconfinggermi. Forse i Demoni Superiori. E forse Lina Inverse.

Ma certamente non uno stupido Drago Ancestrale. Anche se armato dei poteri di Garv e di una lancia di luce.

Eppure mi ha ferito gravemente. Sto per morire. Verrò risucchiato nel nulla e nel caos... NO!

Il profumo di rose. Il profumo di ROSE! Devo usarlo per tornare indietro. Per...

A fatica, riapro gli occhi.

L'espressione preoccupata di Firia è il mio bentornato al mondo. Mi scuote spaventata, chiamandomi per nome. E' lei che profuma di rose. E' grazie a lei che sono ancora qui.

Tocca con apprensione il lungo squarcio che si è aperto... cioè, che Valgarv mi ha aperto sul fianco. Poso la mia mano sulla sua, sorprendendola. E spaventando me stesso. Ma devo rassicurarla.

"Non so cosa sia successo" sussurro, sorridendo. "Forse mi sono distratto un pochino..."

Invece so benissimo cos'è accaduto.

Sono entrato in questa grotta con una missione ben precisa: trovare Valgarv e ucciderlo. Beh, a dire il vero prima avrei dovuto chiedergli se aveva l'intenzione di unirsi ai demoni... ma sapevo che avrebbe rifiutato. Per quanto Firia possa contare sulla speranza di riportarlo alla ragione, io so cos'è: un pazzo. E con i pazzi non si discute.

Però... appena l'ho visto, ho provato... paura? Disgusto? Qualcosa del genere. Mi disgustava il fatto che quel mentecatto avesse osato unire il suo corpo di drago, appartenente alle forze del bene, al potere del demone Garv. Un orribile ibrido, contronatura. Il mio desiderio di distruggerlo si è acuito. Dovevo far sparire una simile, spaventosa unione.

L'ho attaccato, con tutto me stesso, con tutta la mia rabbia. Non l'ho ucciso subito... l'ho torturato e fatto soffrire, come meritava una creatura del genere. Questo è per avermi creato così tanto disturbo! Questo è per aver pensato di poterci sfidare! E questo, orribile essere, è per tutta la confusione che il tuo maledetto corpo mi sta creando!

Sì, perché quella fusione tra luce e tenebre non mi dava solo fastidio o apprensione; mi incuriosiva e affascinava, mi spingeva a voler approfondire una simile esperienza. Mi faceva pensare a Firia; non so perché.

Forse è per questo che non l'ho ucciso subito. In quel momento la divisione tra bene e male aveva perso ogni significato, ed io mi ero ritrovato senza un'identità. O uno scopo. Perché uccidere Valgarv? Perché maltrattare Firia?

E poi c'era stata la frana. Quell'idiota si era fatto scappare una sfera di energia che aveva colpito le pareti della grotta, causando il crollo di una parte del soffitto. Sotto cui, ovviamente, c'era Firia.

Non ho avuto il tempo di pensare; ho abbandonato la mia preda, per fiondarmi a salvarla. Salvare? Io?

Sì, io. L'ho stretta forte, fortissimo. Ho sentito il suo profumo, le sue forme, la sua morbidezza...

Non potevo credere di godere a quel modo della sua vicinanza. Ma che aveva, quella ragazza? Forse le creature del bene sono... non so, contagiose!

Mi sono ripreso immediatamente. Sono apparso sopra Valgarv, lasciando cadere Firia. Questo avrebbe giustificato il mio gesto, almeno in parte. Firia si è anche offesa perché l'ho usata come arma. Tutto regolare, o almeno così credevo.

E' stato allora che Valgarv approfittato della mia distrazione, della mia confusione, per attaccarmi. E mi ha colpito.

E ora sono a terra. Sto morendo per aver difeso una forza del bene...

Firia si mette in mezzo, tra me e il nostro nemico. Vuole difendermi. Ma tutto questo non ha senso, anche lei è un nemico...

La mia mente vaga, confusa dal dolore. Tra poco sarà finita. Se Valgarv è riuscito a ferire me, Firia non durerà nemmeno un minuto. Non solo perché lei sia troppo debole, ma perché ha paura di fargli del male. E' ancora convinta che lui sia una vittima.

Nonostante tutto ciò non si sposta da davanti a me. Non so se sia coraggiosa o stupida, questa ragazza-drago, ma di certo ha un ottimo profumo.

"Che sta succedendo qui?" esclama una voce. Arriva la cavalleria?

Lina, Gourry e Armeich (Aaaah si scriverà così? Inventiamo... ndVale) fanno il loro ingresso. Dalla parte opposta arrivano anche Ameria e Zelgadiss, che restituiscono la Spada di Luce al legittimo proprietario.

Tutto il gruppo è al completo. Lina nota il mio stato... non che sia facile non vederlo.

"E' stato Valgarv" spiego "Stai attenta, se decidessi di attaccarlo. E' molto pericoloso!" soprattutto per me, aggiungo mentalmente. Per i pensieri che mi provoca. Per i dubbi che mi ispira.

"Lina" interviene Firia "mi dispiace dovertelo dire, ma Xelloss ha tentato di venderti a Valgarv!"

"Sì, è vero!" ammetto. "Gli ho offerto di unirsi ai demoni usandoti come merce di scambio, ma evidentemente a lui non è bastato... ehi, perché fai quella faccia?"

Uno, due, tre pugni cadono sulla mia testa. Ecco la punizione di Lina.

"Ma come? Tu gli dai solo dei pugnetti?" esclama Firia. Sembra la sorellina piccola che si lamenta perché la maggiore non è stata punita a sufficenza.

"Cosa ti aspettavi da lui? E' un demone, no? Fa solo ciò che gli torna utile!" Lina sospira, scuotendo la testa.

Firia mi guarda, indagatrice. Sì, sarò anche un demone, e tutte le mie azioni possono anche essere riferite ad un personale tornaconto... Però entrambi sappiamo bene cosa prima mi abbia spinto a salvarla: l'istinto.

E questo non è da demone.

"Firia, porta via Xelloss. A Valgarv ci pensiamo noi".

Una nuova ondata di profumo mi investe, mentre Firia, con la massima cautela, mi aiuta ad alzarmi. I nostri corpi si sfiorano, si stringono. Le cingo le spalle con un braccio, e non sappiamo più chi sta proteggendo e aiutando l'altro.

Ci avviamo verso l'uscita. "Non avrei mai immaginato che un giorno mi avresti soccorso." sussurro, e lei non fa altro che sorridermi. Credo significhi: la cosa è reciproca.

Valgarv non accetta la nostra fuga. Che sia geloso? Da uno come lui c'è da aspettarsi di tutto. Provoca il crollo di un'altra parete, così da sbarrarci la strada. Ci fermiamo, volgendoci verso il nemico. Forse è la nostra fine. Forse sto guardando la morte in faccia. Forse. Ma so che non ho mai stretto a me nulla di più puro, bello e profumato. E al diavolo i dubbi esistenziali.

Firia mi stringe più forte, in cerca di coraggio. Siamo pronti ad affrontare il nostro destino. Qualunque sia.


PHILIA

Mi chiamo Firia Ui Copt. Sono un Drago Dorato, una delle Creature della Luce più pure e maestose che esistano. Il mio compito è promuovere la pace, la solidarietà e l'amore; missione rafforzata dal mio incarico: Vestale del Re dei Draghi di Fuoco. Insomma: io sono la quintessenza della bontà e della diplomazia.

In questo momento sto abbracciando un mazoku e mi preparo ad affrontare un mio simile che ha perso la ragione. Per la serie "mai dire mai".

Ho scoperto cose orribili. Ho scoperto di appartenere ad una razza di assassini; ma non può essere vero! Xelloss mi ha mentito, lui si diverte sempre quando c'è da offendere i draghi... ma allora perché Valgarv non ha smentito quello che ha detto il demone?

So che il mio popolo è innocente! E' dall'alba dei tempi che, generazione dopo generazione, ci impegnamo per far trionfare il bene sul male. Sono millenni che lottiamo contro ogni sorta di forza demoniaca... e allora perché ora mi stringo e mi preoccupo di uno dei peggiori mazoku che siano mai esistiti?

Xelloss respira a fatica. Sento sotto la mia mano il suo costato alzarsi ed abbassarsi ritmicamente. E' una creatura ferita, Xelloss, ed io non posso fare a meno di soccorrerlo. Ne abbiamo appena passate di tutti i colori, noi due. Prima lui ha provato a vendere Lina a Valgarv, poi ha cercato di farlo fuori; e poi mi ha salvato la vita.

Lo giuro sul mio onore! Stavo per rimanere schiacciata da una frana, e Xelloss ha abbandonato la lotta con Valgarv per salvarmi. Per salvare me. E tutto ciò senza un apparente scopo preciso (anche se ha tentato di inventarlo al momento, facendomi cadere sul suo avversario!).

Gli devo la vita; non posso abbandonarlo qui, solo e ferito. Anche se dovrei odiarlo.

Lui si stringe spasmodicamente a me, vittima di atroci fitte di dolore. Prima, quando l'ho visto cadere a terra ridotto così, ho creduto che fosse spacciato; morto davanti ai miei occhi. Eppure si è ripreso, mi ha sorriso, mi ha stretto la mano. Il suo primo istinto è stato stringermi una mano. Sa come intenerire i draghi, il mio caro mazoku...

Valgarv ci guarda, gli occhi colmi di pazzia e disprezzo. Ha appena fatto franare una parete della grotta per impedirci la fuga. Credo che voglia finire il lavoro cominciato su Xelloss; credo anche che, per farlo, dovrà prima passare sul mio cadavere.

Non sono ancora molto certa su quanto sia giusto combattere Valgarv; è un essere solo e distrutto dal dolore, dovrei provare pietà per lui. E invece in me c'è anche della rabbia. E' una rabbia stupida, di cui mi vergogno, non solo perché sentimento indegno per un Drago dorato, ma soprattutto perché nasce dal fatto che Valgarv ha fatto del male a Xelloss. Non odio Xelloss per aver torturato Valgarv, ma detesto Valgarv perché ha quasi ucciso Xelloss. Buffo, no? Quasi preoccupante. Mi sa che sto diventando pazza anch'io.

Lina e gli altri (compresa la creatura proveniente dall'overworld) si dispongono attorno a Valgarv, pronti a combattere.

"Vai anche tu, sei vuoi" ansima Xelloss "io me la cavo da solo. Tanto, non puoi nemmeno curarmi."

E' vero. I miei poteri di guarigione non hanno alcun effeto su un demone. E' incredibile come tutto, dalla nostra origine ai nostri poteri, sembra volerci dividere; ma non esiste forza al mondo che possa costringermi a lasciarlo solo.

La lotta prosegue, senza esclusione di colpi. Valgarv è diventato incredibilmente forte; in parte per i poteri di Garv. E in parte per la sua enorme rabbia.

Tutti noi sappiamo che è vitale sottrargli le Armi della Luce: senza di esse non potrà più chiamare nel nostro mondo la Stella Nera, la Distruttrice. Senza di esse sarà solo un povero pazzo.

L'angoscia mi stringe il cuore. Come, come ha fatto un Drago Ancestrale a ridursi così? Vedere il suo corpo, vedere le sue ali di drago unite ad un braccio demoniaco è una cosa ripugnante. Così come è spaventoso sapere che chiami la Stella Nera "Purificatrice". E' stato veramente il mio popolo a portarlo a questo?

"Smettila di tormentarti" mi rimprovera Xelloss, mentre lo aiuto ad accasciarsi a terra. "E' pericoloso continuare a provare pietà per lui. Devi capire in fretta che è un tuo nemico, o ho paura che pagherai amare conseguenze.... Merda!"

Con gli occhi sbarrati, Xelloss fissa un trionfante Valgarv. Trionfante perché nella mano destra stringe la Spada di Luce; e nell'arto demoniaco la Lancia di luce. Oh, no.

Ride come un pazzo, mentre una grande luce ci avvolge. Mi aggrappo il più possibile e Xelloss, mentre un vortice nero ci risucchia. Un teletrasporto? Cosa'altro avrà in mente Valgarv?

Uno dopo l'altro, ci ritroviamo nel mezzo di un'enorme colonna di luce. E' un luogo nuovo per me. Xelloss, invece, lo riconosce all'istante, fremendo.

"E' interessante che Valgarv abbia scelto un posto del genere" commenta.

"Che vorresti dire?" domanda Lina.

"Qui, centinai di migliaia di anni fa, Il Re dei Draghi del Mare ed il Gran Demone si affrontarono. Per fortuna - scusate, io sono di parte - vinse quest'ultimo."

"Questo luogo era essenziale per creare il passaggio alla Stella Nera" spiega Armeich. "La lotta tra bene e male ha prodotto campi magnetici di incredibile potenza."

"Dunque, qui dove ebbe luogo una delle prime battaglie tra bene e male, inizierà la fine di tutto. Fine portata da una creatura che ha saputo riunire in sè il potere del bene e quello del male." Xelloss sorride. "Un vero poeta, il caro Valgarv, non trovate? Molto simbolista."

"Ce la fai da solo?" sbotto, lasciandolo.

"Che vuoi fare?" prova a trattenermi, ma è troppo debole anche per provarci.

Non rispondo. So io quel che devo fare. Sono stufa, stufa!, di pazzi, di simboli, di lotte. Adesso è ora di finirla con tutte queste stupidaggini.

Valgarv è qualche piano più in alto. Si sta preparando a distruggere il mondo.

Lo fermerò.

Mi teletrasporto; qui la cosa richiede uno sforzo maggiore. Devono essere le famose forze magnetiche, o qualche altra diavoleria del genere.

Riesco comunque nel mio intento, apparendo davanti a lui. Valgarv mi osserva senza parlare. Meglio così. Adesso sono io che ho qualcosa da dire.

"Ti avverto: io sono una Vestale del Re dei Draghi di Fuoco." in questo momento, queste parole hanno per me ben poco significato. Ma forse potrebbero risvegliare qualcosa in lui. "E ti ordino di fermarti!"

"Uh-uh. Che paura." ha l'aria divertita. Mi mette a disagio. E' come se osservasse una stupida che non ha ancora capito niente.

"Daccordo, Valgarv: l'hai voluto tu!"

Mi concentro. L'incantesimo che sto per praticare è una delle soluzioni più estreme da usare contro un drago. Non uccide, ma porta ad un sonno eterno, quasi irreversibile. E' stato usato solo tre o quattro volte in tutta la storia del mio popolo. Mi spiace, Drago Ancestrale, ma è ciò che ti meriti. Nessuno può distruggere il mio mondo...

"PRENDI!"

Il colpo non lo sfiora nemmeno! Lo respinge senza alcuno sforzo, molto probabilmente grazie al suo potere demoniaco. Che stupida, non ho pensato al fatto che ora non è più solo un drago!

Non è più solo...?

Perché?

"Valgarv, dimmi: è vero? E' vero che il mio popolo ha distrutto il tuo?" urlo improvvisamente, dando sfogo a tutta la mia angoscia. "Dimmelo, ti prego, HO BISOGNO DI SAPERLO!"

Lo stesso sorriso di prima. Dubito che abbia intenzione di rispondermi. E, anche se volesse farlo, intervengono gli altri ad interrompere tutto. Xelloss ed Armeich non sono con loro. Spero che Xelloss stia bene.

Un colpo scaraventa Valgarv nella struttura interna della colonna. Lina, Ameria e Zelgadiss cercano di combatterlo con tutti gli incantesimi a loro disposizione. Gourry, sentendosi inutile, mi solleva la gonna, e si getta sul nemico armato della mia mazza. Cosa molto stupida, dato che il poveretto finisce contro un muro. E si piglia anche una mazzuolata da parte mia, così impara a mostrare le mie cosce a tradimento!

Ma è quando si compie l'attacco di Lina che tutti noi proviamo una nuova speranza. Fingendo di essere ferita, riesce a conficcare un pugnale nel petto del drago; pugnale in cui concentra un Dragon Slave.

L'esplosione è incredibile. Centinaia di piani dell'enorme colonna vengono distrutti, e Valgarv sparisce nel nulla. Lina ce l'ha fatta?

No. Ecco Valgarv che riappare, spalancando le ali ed urlando il suo immenso dolore. Dovrei odiarlo, dovrei distruggerlo! Ora è debole e ferito, questo è il momento adatto! Ma non posso fare altro che provare pena per lui.

E questo è il mio errore.

Sono incapace di reagire mentre lui si lancia su di me, mi afferra, mi porta verso l'alto. Sono incapace di combattere mentre mi mette tra le mani la Lancia di Luce.

Sono incapace di reagire mentre, insieme a lui, do il via alla Distruzione.

Posso solo urlare.

Quando gli altri arrivano, è troppo tardi. Valgarv mi getta via come uno straccio vecchio. Tutto è compiuto. Ansimando, piangendo, mi trascino dietro i miei amici. Non capisco più chi sono o dove sono.

E' la fine. E l'ho causata io. Due forti braccia mi afferrano mentre vago a carponi.

"Te l'avevo detto che era pericoloso provare pena per lui."

"Xellos! Lui... Lui ha..." le parole mi vengono meno, perché non esiste un'espressione adatta per descrivere cosa Vagarv mi abbia fatto.

"Lo so" risponde il demone, stringendomi a sè. "Lo so.". Nasconde il mio volto nel suo mantello, avvolgendomi nel suo calore, così che io non veda, non senta l'orribile spettacolo della Distruttrice che invade il nostro mondo.

FINE?

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